Diffondere limprenditoria: quando è l’Europa a chiederlo, chi deve rispondere?

on July 1 | in Altre stuff, Portfolio | by | with Comments Off on Diffondere limprenditoria: quando è l’Europa a chiederlo, chi deve rispondere?

L’Erasmus for young entrepreneurs creerà una generazione di imprenditori intraeuropei abituati a pensare ed agire tra i confini, così come l’Erasmus universitario ha abituato milioni di studenti a muoversi con agilità tra culture e città un tempo considerate più lontane di quel che sono.

Questo il pensiero che mi sono portato a casa a seguito del meeting tra la Commissione Europea e le Organizzazioni Intermediarie (gli facilitatori del programma) tenutosi venerdì scorso a Bruxelles. La mia esperienza all’interno del programma è a 240° avendo partecipato in passato come Nuovo Imprenditore ed occupandomi ora del progetto per la Camera di Commercio Italo-Slovacca in quanto Organizzazione Intermediaria. Mi manca solo la partecipazione come Imprenditore Ospitante, ma ci sarà tempo anche per quello! 🙂

Di quale generazione stiamo parlando? Chi sono i beneficiari del progetto?

Il Quality manual dice:

“…the Erasmus for Young Entrepreneurs programme is an innovative response to the dual challenge of stimulating entrepreneurship and encouraging cross-border trade in Europe. By means of learning with an experienced entrepreneur in another EU Member State, start-up entrepreneurs and would-be entrepreneurs will gain competences and perspectives that will prove invaluable during the business start-up phase. The new entrepreneurs will use their fresh entrepreneurial spirit, their different perspective, their knowledge of their home market and culture as a source of new ideas and a sounding board for the host entrepreneur.”

[Nota Bene: il programma distingue tra Host Entrepreneurs e New Entrepreneurs, i primi ospitano i secondi per insegnar loro il mestiere sul campo. Parlerò però solo dei secondi, visto che per i primi l’unico requisito richiesto dalla Commissione è di avere un’attività da almeno 3 anni.]

La Commissione Europea indica quindi start-up entrepreneurs and would-be entrepreneurs come beneficiari del programma. La Commissione Europea chiede loro un Business Plan per partecipare al programma. A detta di alcuni facilitatori questa rappresenta una barriera di ingresso per la maggior parte degli aspiranti imprenditori: “60% of businessmen don’t plan, they act”, ho sentito dire da uno di loro!

La maggior parte degli imprenditori non fanno Business Plan, lavorano direttamente sulla propria visione con chi è disposto a condividerne rischi e opportunità. La maggior parte degli imprenditori fa della propria vita il proprio business, e alzi la mano chi di voi ha mai scritto un life plan!

Rimane allora il 40% degli imprenditori, quelli che, per una ragione o per l’altra, pianificano. Un esempio sono gli startuppers: la maggior parte di loro (non mi azzardo a ipotizzare percentuali) però non avrebbe mai tempo da “perdere” per imparare il mestiere di imprenditore affiancandone uno già esperto. Quanti startupper sarebbero disposti a fermare la propria idea per un periodo che va da 1 a 6 mesi?

La cerchia dei beneficiari tra gli imprenditori si stringe! E allora a chi serve l’Erasmus for young entrepreneurs?

L’idea che mi son fatto è che l’Erasmus per giovani imprenditori serve a quei neolaureati o in cerca di lavoro (cambiamento? disoccupazione?) abbastanza intraprendenti per cogliere l’opportunità offerta dalla Commissione, ma non ancora convinti di voler fare della propria vita la propria impresa. Sono quelli che hanno al massimo un settore di interesse ma non un’idea di business ben definita, e di sicuro non una start-up in mano. Sono imprenditori latenti!

E per loro imparare a pianificare un business è veramente utile, in quanto molto spesso costituisce la loro prima azione imprenditoriale. Ed è sempre per loro che affiancare un uomo del fare nella quotidianità della sua impresa è importante per entrare nella mentalità imprenditoriale, cioè questa!

Numeri, numeri, numeri!

Il Piccolo Medio Imprenditore andrà a sostituire sempre di più il lavoratore indipendente, questo è un dato di fatto! Dal welfare statale passiamo alle imprese sociali, alle big society. L’Europa Unita ha però bisogno di cambiare la mentalità di parte dei giovani che pensando al proprio futuro vedono un contratto a tempo indeterminato determinato. In questo lo switch da attuare è molto simile a quello avvenuto con l’Erasmus per universitari, che trasformato studenti sedentari in moderni nomadi membri di una classe creativa europea.

Entrambi gli Erasmus per cambiare la mentalità degli europei (e non solo dei beneficiari) e centrare quindi gli obiettivi, hanno bisogno di numeri e diffusione. Se per l’Erasmus universitario la maggior parte del lavoro è stato fatto, per quello per giovani imprenditori la strada è ancora lunga, ma siamo pur sempre solo al secondo anno e le premesse non mancano!

httpv://www.youtube.com/watch?v=pMsP6vhIlU8

Pin It

Comments are closed.

« »

Scroll to top